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acrilico su tela, 80x100 cm - 01/2007
Un binario deporta verso un orizzonte celato da un drappo cadmio che ridonda le scenografie imponenti e il vessillo del regime nazista.
Un sipario proietta verso mondi di dolore che una divisione ricorsiva a croce rende luoghi sacri della memoria commossa e della preghiera laica.
Una sequenza narrativa, come vetrata di una chiesa medioevale, conduce attraverso le realtà storiche ed emotive della stigmatizzazione, persecuzione e annientamento delle persone omosessuali: l'entrata antropomorfa di Birkenau, la tiara papale, la mela avvelenata di Alan Turing, la stanza di contenzione di un manicomio, il campo di Auschwitz attraverso il filo spinato...
divengono frammenti interiori di cieli infranti, su una terra a lutto che la luce fredda della luna rivela. Ma la grande croce del vessillo nazista mostra i colori invertiti e al centro dell'intersezione, non la svastica ma due triangoli rosa a formare la stella di Davide, simboli di riscatto comune.
Il codice a barre del triangolo superiore è versione moderna del tatuaggio numerico e monito a vigilare affinché il diritto degli esseri umani alla vita, all'identità, alla libertà e all'amore venga oggi e per sempre difeso.

L'opera è stata esposta:

    Collettiva “Il Triangolo Rosa”, Galleria Cappella Orsini (Roma), dal 26/01/07 al 22/02/07.

    Personale di Salvatore Previti, spazio espositivo del C.C.P. Agricantus (Palermo), dal 12/04/07 al 01/05/07.

    In occasione dello spettacolo teatrale “Mai più così” dell'associazione “Quelli della rosa gialla”, presso il Teatro Orione (Palermo), 11/05/07 e 12/05/07.


Opera realizzata in occasione della collettiva "Il Triangolo Rosa" dal 26/01/07 al 15/02/07 presso la Cappella Orsini, in Vicolo di Grotta Pinta 21 (Campo de` fiori), Roma [vedi mappa]

Il triangolo rosa”, da un’idea di Andrea Conte, è una mostra di arte contemporanea curata da Roberto Lucifero in cui 3 grandi maestri: Jannis Kounellis (con un’opera realizzata appositamente), Fabio Mauri (esporrà il “Gioiello Laiback”, della famosa serie “Ebrea”), Piero Pizzi Cannella (esporrà un dipinto dal titolo “Dedicato.....”) e altri artisti: Paolo Bielli, Pietro Calabrese, Sabina Cuneo, Ursula Franco, Vito Gemmati, Maurizio Ruggiano, Salvatore Previti e altri ancora creano un viaggio per raccontare la persecuzione degli omosessuali durante la seconda guerra mondiale riportando all’attualità il problema delle identità sessuali.