Totem mistico a 32 bit successivo →
Installazione elettronica, 40x145x50 (componenti elettronici, plexiglass, acrilico, legno, metallo)
L'affinità e la simbiosi indifferenziata tra uomo e macchina della civiltà contemporanea trova un profondo parallelo in quella uomo-natura delle civiltà totemiche premitiche.
L'unità magica di essenza tra uomo e natura, uomo e macchina si concretizza tramite il totem, elemento di relazione e controllo.
Gli elementi posti in connessione non mantengono una identità indipendente ma divengono uniti da un vincolo magico che li raccoglie in un'unica forma indistinta e mistica.
Così come la risposta benevola del totem veniva propiziata dalla rigorosa esecuzione di riti, danze, musiche e finzioni sceniche, anche le moderne macchine-totem richiedono precisi riti/istruzioni per rispondere e interagire.
La scultura-macchina diventa pretesto di gioco e scoperta per lo spettatore che arriverà, anche soltanto inconsciamente e per un breve lasso di tempo, a considerare il totem come un essere capace di azione, di reazione e di comunicazione.
Il totem, per il pensiero mitico, è il tramite tra uomo e natura, parti di un unità di essenza.

Un occhio elettronico sovrasta la struttura raccogliendo dati visivi mentre un microfono ambientale raccoglie dati uditivi.
Questi segnali vengono elaborati in tempo reale da un computer con un processore a 32 bit attraverso un programma scritto dall'artista in C# e C++.
Il totem quindi traduce i dati sensoriali raccolti in immagini in movimento sui cinque tubi catodici posti sul frontale.
Il primo monitor mostra una conversione dell'immagine acquisita in una matrice di simboli linguistici.
Il secondo monitor mostra una figura classica della geometria frattale (la spugna di Sierpinski) in movimento ed un grafico basato sugli input auditivi.
Il terzo monitor rappresenta un diagramma in rotazione continua del movimento raccolto dalla telecamera.
Il quarto monitor mostra una collezione di immagini e di grafici generati partendo dal suono.
Il quinto monitor ripresenta l'immagine del primo monitor distorcendola e intervallandola da rumore video.
La struttura portante è in legno decorato con colori acrilici e le pareti di plexiglas lasciano vedere le interiora dell'installazione illuminate dalla luce satura dei diodi emettitori di luce.